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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Bellinzago Novarese

28/08/2021

dedicato a Georges Brassens

BAND’ABORD
Bellinzago Novarese - 28 agosto 2021

Un nuovo comune è entrato quest’anno a far parte del PAESE A SEI CORDE: Bellinzago Novarese, sulla via che conduce a Novara. E qui, nella piazza tra il Municipio e la chiesa di Sant’Anna, fresca di restauro, abbiamo applaudito un concerto che ci ha sorpreso fin dalle prime note.

E la prima sorpresa è stata la voce, quella di Ivan Appino, cantante, chitarrista e frontman della Band’abord, così uguale alla voce di De Andrè da lasciarci di sasso. La seconda sorpresa è stata quella di assistere ad una prima assoluta, e la terza è stata la meraviglia musicale di questo gruppo. Maurizio Verna alla chitarra, Roberto Bongianino alla fisarmonica e al mandolino, Alex Cristilli alla batteria e Viden Spassov al contrabbasso non si sono limitati ad accompagnare le canzoni, ma hanno messo in scena una ricchezza di arrangiamenti di altissimo livello. Il programma, interamente costruito sulle traduzioni delle canzoni di Georges Brassens, ci ha regalato una serata divertente e smaliziata, spesso irriverente e, per un po’, il pubblico che ha riempito la piazza si è concesso il lusso di sorridere e dimenticare. E se qualche signora un po’ âgée ha lasciato anzitempo la platea, lo ha fatto solo a causa del venticello di fine estate che ha insinuato un certo freschetto improvviso. L’ironia pungente delle canzoni tradotte da Ivan Appino faceva spuntare sorrisi qua e là, mentre i musicisti facevano a gara a chi offriva le musiche più belle per dare lustro alla voce e ai testi. L’Intrigante, L’Ecatombe, il Mandorleto, Brava Margot, piccoli capolavori di parole e di note. E quando è stato il momento di Le Passanti, nella versione di De André, non si è assolutamente notata differenza. Delizioso, poi, Il Piccolo Suonatore di Flauto, tradotto e arrangiato da Maurizio Verna, con cui hanno concluso il concerto. Almeno ufficialmente, perché agli applausi che chiedevano il bis, i nostri musicisti hanno prontamente risposto risalendo sul palco per annunciare un nuovo pezzo, mentre Roberto Bongianino inseguiva uno spartito rubato da un refolo di vento. Ël Miscredent, nella traduzione in dialetto piemontese di Fausto Amodei. E se anche in quest’angolo di Piemonte il dialetto ha grandi influenze lombarde, gli applausi e le risate non hanno lasciato dubbi sul gradimento. E allora ancora una canzone, stavolta in lingua madre, così come Georges Brassens l’ha scritta, per raccontare il nome di questo gruppo straordinario, questa “accolita di musicisti che, oltre ad essere un piacere per la vista, sono anche un piacere per l’udito”. Così Ivan Appino ha presentato i suoi amici, prima di regalarci l’ultima Copain d’Abord e dare spazio agli splendidi assolo di ognuno, nel divertimento generale. Grandi gli applausi che hanno salutato questo spettacolo e riscaldato anche l’inaspettata frescura di fine serata. E grandi i sorrisi che tutti ci siamo portati a casa.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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