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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Feriolo di Baveno

21/08/2021

Bruno Scantamburlo trio

BRUNO SCANTAMBURLO, LORENZO GHERARDELLI, LUCA GIACHI
Baveno, fraz. Feriolo - 21 agosto 2021

Quanto ne sapete della musica brasiliana, della sua storia, dei suoi protagonisti, dei suoi generi? Certo, non potete non conoscere il samba, con le sue meravigliose ballerine, ma poi? Ecco, UN PAESE A SEI CORDE sa essere anche una scuola che ci insegna a scoprire anche queste cose, e pure con grande divertimento. Per farlo, ci ha portati a Feriolo di Baveno, nello splendore del sagrato della chiesa di S. Carlo Borromeo, con il lago Maggiore e la luna piena a fare da scenografia. E ci ha trovato anche un professore d’eccezione, il chitarrista Bruno Scantamburlo, laureato al Conservatorio di Rio de Janeiro e approdato a Firenze per amore e, col suo trio brasil-fiorentino, ha preso per mano il pubblico, lo ha caricato su di un aereo immaginario diretto in Brasile e gli ha svelato ogni segreto (o quasi) sulla musica di quella terra così lontana e così sognata. Ci ha fatto conoscere Baden Powell, Vinicius de Moraes, Jobim, Toquinho e anche molti altri autori e musicisti di cui non avevamo mai sentito parlare, ma di cui Scantamburlo ci ha narrato le vicende e fatto ascoltare i brani più belli. Una meravigliosa storia che diventava viva sotto i nostri occhi in questa calda sera di agosto che profumava di vacanza e ci faceva sognare terre esotiche e artisti raffinati, proprio come quelli che stavamo applaudendo qui a Feriolo. Un pezzo dopo l’altro ci immergevamo in questa musica piena di ritmo e allegria, ma con quel pizzico di malinconia sempre nascosto dietro al sorriso. Bravissimi anche Lorenzo Gherardelli, alla batteria, e Luca Giachi, col suo basso morbido, che facevano ballare i presenti sulle sedie. La gente che passava sul lungolago, si affacciava dalla scalinata attratta dalla musica, nella speranza di trovare posto, ma invano. Lasciato solo sul palco, Bruno Scantamburlo, ha raccontato ancora un’altra parte della storia, che parlava di lui stesso insieme a Zè Menezes, di Pernambuco e di Garoto coi brani bellissimi che non avevamo mai ascoltato. E poi eccoli di nuovo tutti insieme per suonarci l’allegria di O Astronauta e la celeberrima Garota de Ipanema, in una versione straordinaria. Mentre Candomblè, Capoeira, Berimbau si mescolavano nelle nostre orecchie e nella nostra fantasia, il concerto si avvicinava al termine e l’aereo immaginario stava per fare ritorno nell’aeroporto di UN PAESE A SEI CORDE. Bruno Scantamburlo, felice, non riusciva a smettere di ringraziare tutti quanti e, per chiudere la serata, ha voluto cantare insieme al pubblico una canzone per esorcizzare tutte le avversità. Tristeza, prima in Italiano e poi in Portoghese, ha regalato a tutti un momento suggestivo di grande poesia. Ma non potevamo certo lasciarli andare via senza chiedere un bis e il nostro trio non si è fatto troppo pregare scatenandosi in un ultimo brano per siglare il grande successo di questa serata. La luna, alta sul lago è diventata più grande che mai e ci ha portato in un sogno. A noi non resta che ringraziare questi artisti per la splendida lezione di musica, una musica suonata e raccontata col sorriso. Che è sempre un grande dono.

Patrizia & Mauro Gattoni





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