Facebook  Youtube 

Un Paese a Sei Corde

c/o La Finestra sul Lago Associazione Culturale

lafinestrasullago(at)libero.it

Tel. +39 0322 96333


Recen-storia da Mendrisio

11/08/2021

Giovanni Seneca e Giovanni Ferro

GIOVANNI SENECA - GIOVANNI FERRO
Schertler Night
Mendrisio - 11 agosto 2021

Dopo il successo della scorsa edizione, anche quest’anno SCHERTLER, sponsor tecnico della rassegna, ha invitato UN PAESE A SEI CORDE a suonare a casa sua, a Mendrisio, nella vicina Svizzera. Sul palco allestito all’interno del Museo d’Arte nel bellissimo Chiostro dei Serviti, si sono esibiti due chitarristi molto diversi tra loro, ma con in comune il nome di Battesimo: Giovanni.
Il primo ad esibirsi è stato Giovanni Seneca, arrivato da Ancona con due chitarre speciali per una musica che prende spunto dalla tradizione con qualche suggestione che arriva da lontano. Tra le sue braccia una bella chitarra flamenca con cui ci ha regalato le note di Mare Aperto e di Approdo Latino, giocando un po’ tra la musica latina e il suo cognome così importante. Con simpatia e una bella voce calda, ci ha raccontato i suoi brani, passando poi ad una splendida chitarra battente con cui farci ascoltare, sfidando uno stuolo di motorini smarmittanti sulla strada vicina, Pioggia di Perle, che sembrava parlarci di tempi antichi. Grandi gli applausi del pubblico, fatto di gente del posto e fedelissimi arrivati da oltreconfine. E poi, il bel ritmo allegro e dalle suggestioni esotiche di Epices e il minimalismo delicato di Mon Ami Erik, fino alla tradizione del Saltarello marchigiano, hanno preso la voce della chitarra battente, alternandosi sempre a brani dalle note più morbide e rotonde della chitarra flamenca. La platea ha lungamente applaudito la performance di questo musicista elegante, mentre il sole calava dietro ai tetti.
È arrivato il momento di Giovanni Ferro. Rivedere questo amico di lunga data del PAESE A SEI CORDE è sempre un’emozione. I capelli un po’ più bianchi non hanno cambiato la sua grande energia di piccolo chitarrista dal grande talento. Solo il modo di abbracciare la chitarra è diverso, da un po’ di tempo a questa parte, da quel brutto incidente che ha limitato le sue braccia, ma non ha scalfito le sue mani e la sua musica appassionata. Ha affidato la sua apertura di concerto ad una canzone, La Lega Calcistica del ’68, dedicata ai ragazzi che non hanno potuto fare sport in questo anno e mezzo di pandemia. Semplice, toccante, come fra amici intimi. Col suo virtuosismo minimalista, ci ha portati in un mondo di musica originale e di bellissimi arrangiamenti, passando da una chitarra acustica dai colori del fuoco, ad una Fender bianca e azzurra per mostrarci tutta la delicatezza dell’elettrica in una splendida versione di Us and Them dei Pink Floyd. Un solo brano per cullare tra le braccia una neonata creazione del liutaio Aldo Illotta, e poi eccolo tornare alla canzone d’autore. Anzi, alla musica folk, come l’ha voluta definire, perché certi pezzi fanno parte del nostro folklore nazionale, ormai, insieme ad autori come Dalla e Guccini. E di colpo ci siamo trovati a riscoprirne i testi, dimenticati o, forse, mai del tutto ascoltati con attenzione. Delicatissimo, poi, l’omaggio a Morricone, sincero e struggente. Deliziosa la sua Due Note e tanti gli applausi che hanno accompagnato la sua esibizione, fino alla fine. Ma una serata così bella e intensa non poteva finire così e i nostri due Giovanni hanno trovato una soluzione meravigliosa. Insieme ci hanno suonato un ultimo pezzo, Voce e Notte, in un duetto improvvisato dal risultato magico. Cose che succedono quando c’è di mezzo la chitarra.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





Un Paese a Sei Corde
P. Iva 01846330031