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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Verbania

16/07/2021

Torino Jazz Festival Piemonte

FILIPPO DALL’ASTA QUARTET
Verbania - 16 luglio 2021

Quando due prestigiosi festival come il TORINO JAZZ FESTIVAL e UN PAESE A SEI CORDE si uniscono per collaborare, il risultato è sempre magnifico. In questa serata di luglio, nella chiesa di Madonna di Campagna di Verbania, coi suoi mirabili affreschi, ci hanno fatto conoscere il FILIPPO DALL’ASTA QUARTET, un talentuoso gruppo di giovani musicisti italiani dallo spirito internazionale. La loro musica, il jazz manouche, ci ha fatto ballare sulle panche al ritmo delle chitarre di Filippo dall’Asta e di Giangiacomo Rosso e del contrabbasso di Veronica Perego, con la voce speciale di Francesca Confortini, arrivata apposta per noi da Londra. Bellissimo, allegro e fresco il pezzo con cui hanno aperto il concerto, Mediterasian, con quel pizzico di romanticismo che ci ha subito fatto capire l’altissimo livello di questi artisti. Ma gli applausi con cui il pubblico lo ha accolto sono stati subito coperti da altra musica, stavolta un arrangiamento, magnifico, ma di quelli che non ti aspetti: Brazil, di Ary Barroso, ha finalmente avuto il suo riscatto da troppi trenini di capodanno, grazie al talento dei nostri musicisti e il sorriso si è definitivamente stampato sulla bocca dei presenti, sotto alla mascherina, per non andarsene più per tutta la serata. Giusto il tempo di una rapida presentazione dei suoi compagni da parte di Filippo dall’Asta e già ci ritrovavamo a seguire le note che più di tutte parlano di jazz manouche, quelle di di Django Reinardt e di Douce Ambiance, prima di farci trasportare dal ritmo scatenato di Some of These Days, ammirati dagli assolo di Veronica Perego e Giangiacomo Rosso. È arrivato il momento di chiamare in scena Francesca Confortini, luminosa sirena che ha immediatamente conquistato tutti con la sua voce morbida e internazionale. Le chitarre sembravano fare a gara per renderle onore con le più belle note di Blue Skyes, After You’ve Gone o Night and Day. E Francesca guardava ora l’uno ora l’atro musicista, quasi non sapesse decidere a chi concedere la grazia della sua voce, mentre Veronica, abbracciata al suo contrabbasso maestoso, già sapeva che in quel piccolo gioco l’unico vincitore sarebbe stato il pubblico. Un pubblico sempre più ammirato e divertito che non smetteva più di battere le mani. Arrivato il momento di ascoltare qualche altra composizione di Filippo dall’Asta, la bella voce di Francesca ha lasciato la scena per applaudire il gran ritmo manouche di Mona Lee e di un paio di pezzi dolcissimi di cui Filippo ha raccontato la piccola storia, fattasi musica nel suo cuore di padre. Così, abbiamo applaudito Not Yet, Sofia, un tenero valzer nato dalla scoperta che il suo primogenito non sarebbe stato una bimba, ma un maschietto, e Nico’s Dream, piccola ninna nanna scritta per far dormire il suo bambino. Ma se anche non ha funzionato col piccolo, di certo è piaciuta a tutti noi. E dopo tanti applausi, ecco tornare Francesca per un po’ di swing italiano in compagnia di Buscaglione e Paolo Conte, prima del finale travolgente di It Don’t mean a Thing. Quante note nelle mani straordinarie di Giangiacomo Rosso e Filippo dall’Asta, pronte però a farsi più quiete per dare spazio al bellissimo assolo di contrabbasso di Veronica Perego, prima di tornare a giocare ancora con la voce di Francesca Confortini. Il pubblico entusiasta si è lasciato andare ad un lungo applauso che non ne voleva sapere di considerare finito il concerto. E allora ecco i nostri musicisti tornare per un bis, Caravan, dal sapore antico ed esotico, ancora capace di far battere il cuore di questi giovani artisti, oltre che il nostro. Eccoci lì, allora, a spellarci le mani per dire grazie di questa serata di musica, fino a che l’ultima nota si è spenta illuminando tanti sorrisi.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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