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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Baveno

24/07/2021

Magasin du Cafè: il concerto a pedali

MAGASIN DU CAFE’
Concerto a Pedali
Baveno - 24 luglio 2021

1 bicicletta, 4 musicisti, 55 candele. Nessun palco, nessun consumo di energia elettrica, eco sostenibilità. Questi gli ingredienti del primo concerto a impatto zero di UN PAESE A SEI CORDE.
A portarlo in scena, i MAGASIN DU CAFE’, un gruppo così straordinario da aver ricevuto, nella precedente partecipazione, tantissime richieste per farlo tornare. Uno spettacolo rinnovato, sfavillante ed emozionante, alimentato solo dall’energia umana.
Quando al tramonto, sotto i portici della Via Crucis del Complesso Monumentale della chiesa dei SS. Gervasio e Protasio di Baveno, si sono accese le candele e i fari a led ricaricabili hanno illuminato gli affreschi e il colonnato di rosso e di giallo, tra il pubblico si è alzato un mormorio di ammirazione. Subito suoni misteriosi e mistici si diffondevano nell’aria insieme al suono dell’OM, fino al silenzio totale della piazza. Poi ecco riempirsi l’aria con la musica allegra della fisarmonica di Davide Borra, carismatico e lunare coi suoi strani pantaloni rossi e neri, tirati fuori da un baule pieno di sogni, con il ritmo delle percussioni e del contrabbasso elettrico di Alberto Santoru, insieme alle chitarre di Mattia Floris e di Denny Bertone, il nuovo acquisto della band, il più elettrico. Nemmeno il tempo di un applauso e già esplodeva un nuovo brano, trascinato dalle voci (possibile fosse uno solo?) di Mattia e dal tamburo di Alberto. La meraviglia avvolgeva tutti e noi non avevamo occhi e orecchie bastanti per tutto questo.

Ma...cosa c’entrava quel tipo scalzo, in bermuda e il cappellino alla rovescia, che pedalava su una bicicletta immobile proprio lì, di fianco ai musicisti? Ecco, quello era Diego, il motore di tutto lo spettacolo e quel suo pedalare produceva la corrente elettrica che alimentava tutte le apparecchiature, tutti i microfoni e gli amplificatori. A lui tutta la gratitudine per aver permesso il prodigio di questa serata. E allora applausi, fortissimi, per questo spettacolo che ci ha incollati alle sedie, mentre i turisti che non hanno trovato posto nella piazza, si affacciavano dalle stradine laterali per sbirciare, curiosi di tanto impeto musicale. La tenerezza di Serendipity, Petralia e Jamborie, tre chicchi di dolcezza presi da Uova Toste, un altro loro progetto, ci ha cullati e ipnotizzati, in un sogno magico. Voci, chitarre, tamburi e tastiere, con Davide Borra ad alternarsi tra piano e fisarmonica, come un giocoliere della musica. E persino intrattenitore, a raccontare storie, forse favole, di musiche che conoscevamo già, anche se con un’altra veste. Come Asturias, diventato un rock impetuoso, col tamburo a trascinare la piazza, e la chitarra elettrica di Denny Bertone a farci saltare sulle sedie. E che meraviglia i loro brani originali, così belli che, se sopra di noi ci fosse stato un soffitto, sarebbe venuto giù dagli applausi. E mentre Jouets e Samsara si intrecciavano con una Greensleeves da pelle d’oca, dal lago si scorgevano i primi fulmini, attratti forse da tutta questa energia, come in un film fantastico. E i MAGASIN DU CAFE’ sembravano non voler smettere mai, come gli applausi del pubblico. Prima del temporale, un bis, Flow, al solo lume delle candele, cantando insieme alla piazza, per lasciarci con la magia di una dolcezza languida. Ma davvero? Nello scrosciare di applausi e delle prime gocce di un nubifragio che ha resistito fino all’ultimo momento, ecco partire il vero ultimo brano del concerto, sicuramente concordato con le forze della natura nell’allestire questa serata magica. Hurricane. E adesso lasciamo piovere a dirotto. Diego ha smesso di pedalare, non c’è più elettricità, se non nelle nostre vene. La natura è padrona e viva e lo ha dimostrato stasera.

Patrizia & Mauro Gattoni





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