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Un Paese a Sei Corde

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Recen-storia da Ameno.2

12/09/2021

Liutai in Villa

ALEX GARIAZZO
Liutai in Villa
Ameno - 12 settembre 2021
Insieme a Fingerstyle Life

Per l’ultimo concerto dell’edizione 2021 di UN PAESE A SEI CORDE, gli organizzatori hanno trovato un ottimo metodo per scacciare la tristezza da fine rassegna: chiamare un artista straordinario come Alex Gariazzo.
Al termine della due giorni di “Liutai in Villa”, che ha visto un folto pubblico venire a Palazzo Tornielli, ad Ameno, per ammirare e provare splendidi strumenti costruiti artigianalmente dai migliori liutai, il pomeriggio si è concluso con uno spettacolo che è riuscito a farci dimenticare per un po’ il difficile periodo che stiamo vivendo (con qualche espositore che ha dovuto rinunciare ad essere presente a causa del Covid) e persino al fatto che le prossime settimane saranno un po’ meno allegre, senza il nostro festival preferito ad attenderci nel week-end.
Alex Gariazzo ha voluto cominciare il suo concerto con un applauso ai giovani chitarristi, protagonisti dell’ultima edizione del Guitar Master Lago d’Orta, che hanno suonato nel pomeriggio dando voce alle splendide chitarre dei liutai presenti e che lo hanno lasciato a bocca aperta per l’ammirazione. Cose che succedono ai grandi musicisti. Anche Alex ha voluto sperimentare una nuova creazione del suo liutaio di fiducia, Alessio Guarnieri, e con questa nuova chitarra è partito per un viaggio tra bluegrass, folk e new acoustic music, con Why You Been Gone So Long, prima di fare un salto nelle sue composizioni del passato. Chiacchierando col pubblico con la tranquilla sicurezza del vero animale da palcoscenico, si è divertito a fare un excursus fra i suoi brani, conquistando con la sua bravura e la sua simpatia anche quei pochi che ancora non lo conoscevano. Passando da omaggi a Beppe Gambetta, arrangiamenti di Mark Knopfler, pezzi scritti con Paolo Bonfanti, Alex ci ha deliziato con la sua grande tecnica e con la sua voce morbida con cui raccontava e cantava storie di musiche incredibili. Fino ad un pezzo, Love Me Like You Do, mai inciso, ma con cui ha rappresentato l’Italia al NAMM, accompagnato dall’ossolano Michele Guaglio. Nell’ascoltarlo suonare e raccontare, delle sue innumerevoli collaborazioni di altissimo livello, e di quella volta che, insieme a Treves, ha aperto il concerto di Bruce Springsteen, sembrava impossibile che fosse nato e cresciuto ad un passo da qui. E se non poteva certo mancare un bel vecchio blues classico classico, di quelli che potrebbero continuare per ore, ben più insolita è stata la sua versione di Take this Hammer, di Leadbelly, suonata con l’ukulele e arrangiata come se fosse un incrocio tra la musica del Mali e della Giamaica. Gli applausi hanno accompagnato con entusiasmo e allegria tutto il concerto che, arrivato al suo termine, ci ha riservato nuove sorprese. Già, perché, insieme allo Smallable Ensamble, Alex Gariazzo ha realizzato un nuovo progetto dedicato a John Lennon ed è giunto quindi il momento di farci ascoltare una bella versione di Come Together, invitando il pubblico a partecipare. E senza nemmeno bisogno di troppe spiegazioni, tutti sapevano istintivamente quando fare il coro, divertendosi a cantare insieme ad Alex. In questo clima di festa, in un’esplosione di applausi che chiedevano il bis, Alex Gariazzo non si è fatto pregare e Mojo Boogie è stato l’occasione per coinvolgere ancora una volta il pubblico per fare il coro, mentre le mani si scatenavano sulla chitarra. Grandi applausi e grandi sorrisi, tanti saluti e abbracci virtuali, mentre le mascherine nascondevano la lieve malinconia per l’ultimo, strepitoso concerto di un’estate fenomenale in questo scatenato e bizzarro PAESE A SEI CORDE.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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