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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 13 SETTEMBRE

21/10/2020

Angela Centola per Savarez

ANGELA CENTOLA
Liutai in Villa
Ameno - 13 settembre 2020

Eccoci giunti al termine della due giorni di LIUTAI IN VILLA 2020, evento che ha visto un grande successo di pubblico, fatto di appassionati e curiosi che non vedevano l’ora di poter ammirare e provare gli stupendi strumenti appena usciti dalle mani di alcuni tra i migliori liutai italiani e non solo. Il tutto nella più totale sicurezza anti Covid garantita dallo staff di UN PAESE A SEI CORDE. Chitarre classiche e acustiche pronte per essere suonate o anche solo sognate in tutta la loro perfezione artigianale. E chi meglio di Angela Centola poteva concludere questa giornata? I capelli corvini sul raso rosso fuoco della camicetta hanno subito calamitato gli sguardi, ma le sue mani, le sue dita scatenate sulle corde, hanno letteralmente stregato il pubblico. La meravigliosa Rumba di Paco Peña con cui ha aperto il suo concerto, ci ha introdotto nel fascino passionale e appassionato del flamenco che la chitarrista omegnese ci ha insegnato a conoscere e ad amare. Straordinaria e potente la sua musica, intervallata da piccole presentazioni che ci hanno aperto una finestra su questo genere così famoso e sconosciuto. Ma dopo autori che hanno scritto la storia del flamenco, come Sabicas o Emilio Medina, con cui Angela ci ha mostrato la sua grande maestria di esecutrice prorompente, ecco un cambio di programma: un intreccio di arte e artigianato, vivo e presente. La grande chitarrista ci ha proposto una serie di sue bellissime composizioni, suonate con le più belle chitarre di ognuno degli espositori presenti. Ad ogni brano il giusto suono, presentato da chi aveva costruito lo strumento. Cosa volere di più? E allora Làgrima de Amor, delicata e struggente, ha avuto la voce della chitarra del liutaio Lorenzo Frignani, mentre Libera, così fresca e leggera, quella della liutaia Silvia Zanchi. Per Milonga al Tramonto, dedicata ai genitori, Angela ha scelto uno strumento di Aldo Illotta, e una chitarra di Eugenio Naso per Vals Senza Nome, scritto in onore di tutti quelli che fuggono dalle guerre, di tutti i corpi ripescati in mare senza un nome. Grandi gli applausi entusiasti ed emozionati di tutti i presenti, mentre le splendide chitarre sfilavano tra le mani di Angela Centola che si è dimostrata anche una meravigliosa compositrice. Ancora un po’ di flamenco, potente e pieno di ritmo, e poi eccola stringere fra le mani una chitarra di Samuele Fabbri per Sogno, e, infine, Zante, con lo strumento costruito da Valerio Licari, vibrante come un volo. Un vero peccato che le chitarre dei fratelli Chatelier siano dovute tornare in Francia prima del tempo. Angela passava da uno strumento all’altro senza problemi, da chitarrista esperta e fiera. Splendidi strumenti artigianali, ognuno con qualcosa di unico. Ognuno con l’anima del suo costruttore. Senza poi dimenticare le corde Savarez e i sistemi di amplificazione Schertler che hanno unito tutti questi mondi e queste note. Un’esperienza irripetibile che il pubblico ha apprezzato moltissimo, a giudicare dai grandi applausi che volevano a gran forza un bis.

E allora eccolo, chiamando sul palco Dario Fornara, che tanto ha fatto per questo evento, per un pezzo un po’ improvvisato, per giocare un po’, cambiando genere. Almeno Tu nell’Universo. Delizioso. Col sorriso che abbracciava tutti, anche dietro le mascherine.

 

 

 

Patrizia & Mauro Gattoni





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