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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 29 AGOSTO

16/09/2020

Ambos Mundos

AMBOS MUNDOS
Gattico - 29 agosto 2020

La pioggia non è riuscita a far saltare il concerto degli Ambos Mundos. Certo, ci ha impedito di goderci all’aria aperta uno spettacolo che meritava tutto il calore di una sera d’estate. Ma il parroco ci ha permesso di utilizzare lo spazio dell’oratorio, trasmettendolo addirittura in diretta streaming a chi non è riuscito a trovare posto. E anche con le sedie ben distanziate e le mascherine indossate per tutto il tempo, siamo riusciti a godere di una splendida serata e a regalare grandi applausi a questi straordinari musicisti: Enrico Degani alla chitarra, Giulia Subba al violino, Adriano de Micco alle percussioni e Matteo Castellan alla fisarmonica e amorevole guida di tutto il gruppo. Piccole percussioni sugli strumenti e poi è cominciata a volare per tutta la sala la fresca allegria di Alla Prima Ora. I cuori di tutto il pubblico si sono aperti, pronti a scoppiare in un grande applauso, prontamente raccolto da Matteo Castellan, puntuale e simpatico presentatore. Un gigante con la fisarmonica, pronto a guidarci in un giro del mondo fatto di note, dove Sud America e vecchia Europa si mescolano e tirano fuori le loro radici musicali comuni. Ecco allora dalla Francia Tududutututu, dal ritmo danzante messo in risalto dalla bravura del violino di Giulia Subba, elegante e sorridente, e l’allegria esotica di Feira de Mangaio, dal Brasile, con un bell’assolo di chitarra di Enrico Degani che faceva venir voglia di ballare sulle sedie. E che festa, poi, con le percussioni di Adriano de Micco che hanno dato il via a Paparazzi, dal ritmo indiavolato. Il loro divertimento contagioso diventava energia dirompente e su tutti i sorrisi, spiccava benevolo quello di Matteo Castellan, orgoglioso del suo gruppo e della sua musica. Luoghi, storie, amori che si son fatti musica, raccontando momenti importanti e piccole quotidianità, Come All You Can Heat, in cui Giulia e Matteo hanno musicato le cene dopo le prove, trasformandole in una golosa delizia da ascoltare. E poi, alla fine, il mescolarsi di allegria ed emozione, con Srebrenica, finto ultimo brano prima del preannunciato e irrinunciabile bis, per giocare un po’. Scritto immaginando la musica ballata nei Balcani prima della tragedia della guerra e suonato con grande sentimento e con Matteo Castellan in piedi a riempire il palco con la sua energia appassionata. Grandi gli applausi, tanti da riempire i musicisti di orgoglio e di voglia di giocare coi saluti e con “l’inaspettata” richiesta di bis. E allora, tra l’imbarazzato e lo stupito, da grandi attori, eccoli pronti a regalarci una meravigliosa versione di Libertango, per tornare a casa carichi dei nostri applausi.

Patrizia & Mauro Gattoni





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