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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 8 AGOSTO

17/08/2020

Bruskers Duo

BRUSKERS GUITAR DUO
Guardabosone - 8 agosto 2020

Ma che bella sorpresa! Questa sera un altro Comune è entrato a far parte de UN PAESE A SEI CORDE Master. Si tratta di Guardabosone, un minuscolo paese-museo di grande vivacità al di là del Sesia, nella provincia vercellese. La piazza antistante la chiesa di S. Agata si è subito riempita di gente pronta ad applaudire un duo di chitarristi fantastici: Eugenio Polacchini e Matteo Minozzi, in arte Bruskers Guitar Duo. Rincontrarli dopo qualche anno è stato bellissimo per i fedelissimi del nostro festival, ma, per chi ancora non li conosceva, è stata un’esperienza di assoluto divertimento. Col loro look vagamente anni cinquanta e l’immancabile cappello, si sono subito presentati con il ritmo e l’allegria magica di Pinocchio, prima di salutare i presenti e raccontarsi un po’. Straordinari i loro arrangiamenti per due chitarre di grandi classici come Minor Swing, Summertime o Tu Vuo’ Fa l’Americano accompagnati dalla loro mimica e dalle facce buffe di Matteo Minozzi. Quasi uno strumento in più, un canto silenzioso che catturava il pubblico entusiasta. Bellissime, poi le loro composizioni, a volte emozionanti e delicate, come Cliffs of Mohere, da applausi a scena aperta, a volte divertenti, come Muggy Blues, scritta nel caldo afoso delle loro origini modenesi. Accorgersi di aver suonato un loro pezzo subito dopo un omaggio a Morricone, poi, è diventato subito motivo per un divertente siparietto, fatto di orgoglio e imbarazzo, condito dalle risate del pubblico. Intanto lo spettacolo si faceva sempre più allegro e coinvolgente, con i due chitarristi ancor più carichi e scatenati, pronti a giocare con le chitarre come se i loro virtuosismi fossero uno scherzo da niente. La loro bravura, il grande affiatamento, l’innata simpatia e le puntuali presentazioni in cui i due si alternavano, hanno trascinato i presenti per tutta la serata, suscitando grandi applausi. E la loro musica continuava a portare tutti a spasso tra i Queen di Don’t Stop Me Now, nato e cresciuto a distanza durante il lockdown, e il Brasile di Pixinguinha e di Bonfà, con una versione di Maña do Carnaval in cui niente sembrava più poter arginare la loro voglia di divertirsi e scherzare, come due monelli dispettosi incapaci di restare zitti e fermi sulle loro sedie. Ma poi, le loro mani tornavano alle chitarre ed era pura meraviglia. Un successo. E quando hanno lasciato il palco dopo l’ultimo brano, la gente già li acclamava per chiedere il bis. Non si sono certo fatti troppo pregare e hanno aggiunto stupore al balocco di un “concentrato” della Carmen di Bizet declinata in ogni possibile genere musicale, persino in versione carillon. Nella piazza sono esplosi ancora gli applausi e allora ecco un altro bis. Tango en Skï, per concludere con l’unico tipo di musica che ancora non avevano affrontato. Davvero una serata meravigliosa. Davvero un bel modo per dimostrare che, anche con tutte le precauzioni della pandemia, ci si può divertire un sacco. Sì, si può fare!

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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