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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 25 LUGLIO

03/08/2020

Guitar Master lago d'Orta: Davide Depedro, Simone Cutuli, Giulia Ballarè

GIULIA BALLARE’
Davide Depedro - Simone Cutuli
Armeno - 25 luglio 2020

Il Coronavirus ha costretto gli organizzatori de UN PAESE A SEI CORDE Master a rinunciare alla consueta settimana dedicata al Guitar Master, con le sue masterclass, il concorso e i concerti seguiti da Lorenzo Olivieri. Ma la speranza e la tenacia ne hanno tenuto viva l’idea e, dopo le selezioni fatte on-line, eccoci qua davanti alla chiesetta di S. Rocco, svettante come un’isola al centro di Armeno, sopra al lago d’Orta, ad applaudire i due giovani chitarristi scelti dalla giuria formata da Luigi Attademo, Francesco Biraghi e Lorenzo Olivieri, in attesa dell’ospite d’onore Giulia Ballarè.
Due grandi alberi secolari a far da palcoscenico in un bel prato riempito di panche, mentre i grilli del tardo pomeriggio assolato riempivano l’attesa del concerto.
Il primo ad esibirsi, è stato Davide Depedro, che ci ha deliziato con la sua esecuzione impeccabile di brani dal profumo fresco che ben si adattavano all’atmosfera agreste. Scarlatti, con la Sonata k380, Schubert, e Platero, di Mario Castelnuovo Tedesco, hanno fatto applaudire lungamente il pubblico. E finalmente un piccolo sorriso è comparso sul suo volto.
Una chitarra che sembrava disegnata da un raggio di sole, dai bassi profondi, ha subito attirato gli sguardi all’ingresso di Simone Cutuli. E la sua musica col profumo antico di Dowland e Scarlatti, inframmezzata da un’accorata Fantasia di Ponce, ha scatenato gli applausi del pubblico. Bravi!
Entrando di corsa incorniciata da un raggio di sole, è arrivata Giulia Ballarè. Già abbiamo applaudito dieci anni fa questa straordinaria chitarrista novarese, partita poi alla conquista del mondo vincendo un concorso dopo l’altro. Oggi, quella ragazzina fiera e determinata, è tornata a UN PAESE A SEI CORDE con la sua grinta appassionata, le sue smorfie e un fervore che rendevano più viva e palpitante ogni nota. E sei mesi passati a suonare in cameretta hanno aggiunto una gran voglia di darsi con tutta l’anima al pubblico. Ecco allora una grande interpretazione di una bella Fantasia dalla Traviata, di Tarrega, intensa e struggente, e uno strepitoso Capriccio Diabolico, di Mario Castelnuovo Tedesco, in cui sembrava voler domare le corde con gli occhi. Ma ecco anche lo splendido sorriso e il saltino con cui si inchinava agli applausi. E lo sguardo al cielo con cui ha interrotto la Gran Sarabanda di Brower in attesa che un motorino smarmittato uscisse di scena, giù sulla strada, per riprendere con la massima tranquillità, danzando con la musica, fino al finale da rocker. I suoi occhi, trattenendo un sorriso malizioso, ballavano un tango con la chitarra nell’Inverno Porteño di Piazzolla, mentre una nuvola di zanzare intorno a lei danzava al suono di Albeniz. Straordinario il repertorio che ha scelto per questa sera, raccontandolo con chiarezza e simpatia, da grande professionista. Liberatorio il suo accasciarsi sulla sedia al termine dei quattro movimenti della Sonata per Chitarra di Antonio Josè, così intensa e visionaria. Il pubblico era conquistato e il bis, richiesto a gran voce e concesso senza troppe cerimonie, in un’atmosfera rilassata e divertita, è stato assolutamente speciale. La Ronde des Sorcières et la Naissance des Déesses. Un titolo che Giulia ancora non ha imparato, tra le risate dei suoi amici, per un brano straordinario su cui si è divertita addirittura a cantare. Grandi applausi e sorrisi felici, e abbracci affettuosi coi ragazzi che hanno suonato prima di lei. E adesso il sole può anche tramontare. La serata è stata magica.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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