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Un Paese a Sei Corde

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RECENSTORIA 20 GIUGNO

05/07/2020

Andrea Castelfranato

ANDREA CASTELFRANATO
Comignago - 20 giugno 2020

La musica è tornata! Ci ha tenuto compagnia per tutti questi mesi di lockdown, attraverso i social, facendoci entrare nei salotti, sui balconi, tetti e cucine di ogni artista che l’ha voluta condividere a piene mani con tutti noi, isolati come loro. Ma adesso è arrivato il momento di uscire, di applaudire quei musicisti e di stringerci, anche se a distanza di sicurezza, intorno a loro. E UN PAESE A SEI CORDE Master ha voluto esserci. Così il primo giorno d’estate la musica è arrivata a Comignago, un paese entrato per la prima volta nel nostro festival e che ha fatto di tutto per non rinunciare a questo sogno coltivato per un anno intero. E a suonare è giunto fin qui dall’Abruzzo Andrea Castelfranato, un caro amico tornato per la terza volta a UN PAESE A SEI CORDE con la voglia e l’emozione del primo concerto dopo mesi lontano dal pubblico. Le mascherine, le sedie distanziate, il palco più lontano di quanto fossimo abituati, rendevano la piazza un luogo strano. Ma non sono riuscite a rovinare la voglia di festa di questa sera. Qualcuno dai balconi vicini si è messo comodo, il bicchiere in mano, come in un palco a teatro. E appena i posti a sedere si sono riempiti, la musica è arrivata. L’emozione di ritornare a vivere è giunta già con prime note di Kiitos, titolo finlandese con cui Castelfranato ha voluto ringraziare tutti dopo tre mesi senza concerti, e di Memories, uno dei brani più suonati su YouTube da chitarristi di tutto il mondo. Come si fa a non esserne orgogliosi? Melodie subito risvegliate nella mente di chi già conosce il grande chitarrista abruzzese, melodie che hanno incantato chi ancora non lo conosceva e lo guardava con gli occhi spalancati, mentre le sue mani danzavano leggere sulla chitarra in coreografie perfette che saltavano dalle corde alla tastiera, tra dita, plettro, percussioni e tapping. Il tempo di passare dall’acustica alla classica, e il pubblico si è trovato ad applaudire un bellissimo arrangiamento di Guarda che Luna, di Buscaglione, proprio mentre la scalinata in fondo alla piazza si illuminava. Magia...! Ritmi latini e tradizione abruzzese, ricordi degli anni settanta e di quel rispetto per la musica insegnatogli da suo padre, si sono mescolati a brani originali, sempre straordinari. Qualcuno anche figlio del lockdown, che ha dato vita addirittura ad un nuovo disco, Cambà. E se il suo arrangiamento di Mediterranean Sundance ha lasciato tutti a bocca aperta per il concentrato di virtuosismo appassionato che ha saputo fondere tre mostri sacri in una chitarra sola, le funamboliche note di Sweet Little Town e Luisiana Blues hanno divertito il pubblico, catturato dai giochi delle mani di Andrea Castelfranato così abili a costruire bellissime melodie su ogni angolo della chitarra e con ogni tecnica immaginabile. Persino con la chitarra a rovescio. Non ci saremmo stancati mai di ascoltarlo, nonostante la sera fresca e qualche zanzara spaesata, ma il concerto è arrivato alla fine. Non senza un bis, però. Isole, intimo e rarefatto, ci ha dato la buona notte. Una notte piena di speranza. Sì, UN PAESE A SEI CORDE Master ci ha creduto e ce l’ha fatta. La musica è tornata, gente.


Patrizia & Mauro Gattoni


 





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