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Un Paese a Sei Corde

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Livio Gianola

11/08/2019

un graditissimo ritorno

LIVIO GIANOLA
Baveno - fraz. di Feriolo - 11 agosto 2019

Quante forme di flamenco esistono? Tante. E quante ne conosciamo? Pochissime. E ancor meno sappiamo degli artisti. Roba esotica, lontana, di nicchia... Ma UN PAESE A SEI CORDE Master è proprio nelle nicchie più preziose che cerca i suoi musicisti, per farli conoscere ad un pubblico esigente e curioso, fatto di persone che non si accontentano della solita solfa proposta da radio e tv. E stasera, nella deliziosa Feriolo di Baveno, tra i vacanzieri del lago Maggiore, ci hanno portato un chitarrista assolutamente unico: Livio Gianola, il solo “non Spagnolo” nell’Olimpo del Flamenco. Con le sue composizioni meravigliose abbiamo potuto conoscere una musica nuova, dalle radici profonde e lontane, ma più dolce e moderna di quella folcloristica a cui tutti siamo abituati. Se solo “qualcuno da lassù” avesse avvertito gli organizzatori che le previsioni temporalesche erano troppo esagerate, che invece della pioggia avremmo avuto una serata torrida. E invece no, tutti in chiesa, nella bella e calda chiesa di S. Carlo Borromeo anziché sul suo arioso sagrato affacciato sul lago. Tutti a sventolarci con ventagli e programmi, mentre Livio Gianola, impeccabile nel suo gilet grigio sopra la camicia bianca, era pronto a regalarci la sua musica abbracciato ad una splendida chitarra flamenca a otto corde. Bellissimo il bolero con cui ha aperto il concerto e struggente il secondo pezzo, dedicato a sua madre, con quel pizzico di romanticismo danzante che profumava di ricordi di bambino. Grandi gli applausi dei presenti a questo chitarrista di poche parole. Le sue dita correvano sulla chitarra come guidate da uno spirito misterioso e millenario. Ritmi veloci si alternavano a melodie più delicate in cui pareva di intravedere un po’ di spirito italiano, mentre le brevi presentazioni ci parlavano di Danzon, Zapateado, Buleria, Choro e altre forme musicali che abbiamo imparato ad amare con le composizioni meravigliose di questo straordinario artista. Incantati da questa musica, ci siamo forse persi qualche titolo, ma abbiamo imparato ad ascoltare qualcosa di nuovo liberi di farci trasportare dalle note, fuori dagli schemi. Fino a Doñana, ultimo pezzo del programma, in cui Gianola ha fatto venir fuori tutto il suo virtuosismo flamenco. Ma se sperava di poter conquistare l’aria aperta, non aveva fatto i conti con l’affetto del pubblico presente, ormai dimentico del gran caldo e preso solo dalla bellezza di questo spettacolo. Un bis, allora, riproponendo Barcelona, il primo brano suonato, e lasciarci così come ci aveva salutato all’inizio. Con quell’alone di intrigante mistero.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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