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Un Paese a Sei Corde

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Lorenzo Favero e Andrea Valeri

01/06/2019

con Fondazione Piemonte dal Vivo

LORENZO FAVERO e ANDREA VALERI FINGERSTYLE GUITAR NIGHT
In collaborazione con Piemonte dal Vivo
S. Maurizio d’Opaglio - 1 giugno 2019


Giugno ci ha portati nel bel Teatro degli Scalpellini di S. Maurizio d’Opaglio per applaudire due straordinari chitarristi. Uno, il torinese Lorenzo Favero, era già salito sul palco de UN PAESE A SEI CORDE qualche anno fa come giovane pronto a spiccare il volo. E da allora è davvero volato in alto, diventando un musicista elegante e garbato, capace di intrattenere e divertire il pubblico con le sue composizioni fresche e originali. L’altro, il toscano Andrea Valeri, si è già fatto conoscere in tutto il mondo come uno dei più grandi chitarristi e ci ha portato stasera un po’ della sua verve e del suo virtuosismo. Cos’hanno in comune? Un’amicizia di lunga data e il fingerstyle. Ad aprire la serata Lorenzo con un pezzo nuovo nuovo, Walking with my Blues, che ci ha subito presentato il suo mondo di belle melodie, suonate con la leggerezza di chi ama la chitarra sopra ogni cosa. Un po’ di manouche, un pizzico di romanticismo e qualche cover raffinata e c’è stato posto persino per un tocco esotico, con Hyoshi - parola giapponese che racchiude tutti i tipi di ritmo - che per un attimo ha trasformato il teatro in una sofisticata discoteca animata da moderne geishe virtuali. Il pubblico applaudiva rapito e guidato in questo percorso musicale dalle parole di un brillante Lorenzo Favero. Poi è arrivato il momento di chiamare sul palco l’amico Andrea Valeri che, come un fuoco d’artificio, ha fatto esplodere la sua musica prorompente in tutto il teatro. In piedi sull’orlo del palco, lo sguardo fiero da buttero toscano, col gilet nero e gli stivali, a cercare gli occhi del pubblico, mentre le mani correvano all’impazzata sulle note di The Journey Home e di Guanches. Ed è stato subito un tripudio di applausi. Belle le sue composizioni originali, dalle più scatenate alle più intime e malinconiche, come Notti Bianche a San Pietroburgo, fino alla drammatica e struggente La Lettera, richiesta da un fan tra il pubblico, che ha lasciato tutti muti tra i colpi di mortaio dal fronte a straziare il cuore coraggioso di un soldato lontano, resi in maniera impressionante dalle percussioni sapienti. E poi ancora cover scatenate con cui lasciare la platea a bocca aperta. E quando Lorenzo Favero è salito di nuovo sul palco, è finalmente arrivato il momento di giocare insieme in uno spasso musicale che è riuscito a coinvolgere l’intero teatro, fino a farlo cantare sulle note di Imagine di John Lennon.

Ma ancora non eravamo arrivati al gran finale. Andrea ha chiamato sul palco Marianna Blinova, soprano siberiana che presto sarà sua moglie, per due brani potentissimi. Al grido di Azibegna, dal Re Leone, ecco aprirsi una finestra sull’Africa, prima di stupirci con No Potho Reposare, cantata in un duetto così intimo e intenso che al termine nessuno osava applaudire per non violare la forte emozione. Ecco, questo succede nel PAESE A SEI CORDE, dove i grandi talenti sanno regalarci spettacoli magici con la semplicità di una serata tra amici. E forse qualcosa di più.

Patrizia & Mauro Gattoni

 

 

 





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