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Un Paese a Sei Corde

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Lorenzo Polidori

22/09/2018

con Piemonte dal Vivo a San Maurizio d'Opaglio

LORENZO POLIDORI
San Maurizio d’Opaglio - 22 settembre 2018
In collaborazione con Glocal Sound - Fond. Piemonte dal Vivo

Eccoci qui, all’ultimo concerto della stagione. Lidia, col groppo in gola come ad ogni fine rassegna, ha voluto chiamare sul palco tutto lo staff per condividere l’applauso che ha accompagnato la nostra manifestazione per tutta l’estate.

E poi, dopo tanti discorsi e ringraziamenti, finalmente è stata la volta di Lorenzo Polidori. La faccia da ragazzino, gli occhi decisi di chi sa già come coltivare il suo destino, il giovane chitarrista fiorentino ha subito lasciato tutti a bocca aperta. E, all’improvviso, per noi è stato come se il nostro festival non terminasse, ma fosse pronto a un nuovo inizio, con quella fresca sensazione di continuità che arriva da un giovane che si è innamorato dei classici della chitarra acustica e ne ha fatto la base per creare nuova musica. La sua. Fresco e spigliato, con quell’accento fiorentino che ha fatto scattare il sorriso già alla prima battuta, si è subito dimostrato perfettamente padrone del palco portando in scena brani straordinari di quei mostri sacri come Chet Atckins, Merle Travis o Mark Knopfler. Oh by Jingo Oh by Gee, il pezzo con cui ha aperto il concerto, tanto per scaldarsi un po’ prima di lanciarsi in una Cannonball Rag dal ritmo indiavolato e dalle note pulitissime. E immediatamente il pubblico lo ha amato alla follia. Poche parole per presentare i brani e quel sorriso da monello abituato a divertirsi stupendo la platea con la sua bravura. Correvano ancora le sue mani con Young Gun di Michael Fix, come se fosse la cosa più naturale al mondo, ma poi la dolce emozione di Ines, scritta per la sua ragazza, ci ha mostrato il cuore tenero del bravo compositore che ha saputo costruire nuove melodie senza copiare i suoi grandi ispiratori. Così come ci ha conquistato con un suo pezzo inedito, pronto per essere registrato sul suo prossimo CD, ma ancora senza titolo. Suggerimenti? Tanti. Forse anche troppi, ma ormai la platea era così conquistata da non riuscire a trattenersi. E lui via, subito con altri brani, altri arrangiamenti, uno più bello dell’altro, sapientemente intervallati dalle sue incantevoli composizioni. Applausi, applausi e ancora applausi, mentre Lorenzo suonava senza mai smettere quel suo sorriso sereno e gioioso. Come si faceva a non esserne conquistati? Anche quando il malandrino ha infilato un po’ di Occidentalis Karma in un medley di Merle Travis. Anche quando giocava con l’asciugamano griffato “UN PAESE A SEI CORDE”, diventato per una sera il gadget più prezioso del mondo. Così, a fine concerto, questo pubblico innamorato non si è certo accontentato di un solo bis, e lo ha richiamato ancora a gran voce per una richiesta che veniva dal cuore: quella di poter riascoltare quella sua bellissima composizione che, se ancora non aveva un titolo, di sicuro aveva già tanti estimatori. E poi con gli occhi lucidi e le mani spellate dagli applausi, ci siamo salutati un po’ meno tristi, sicuri che stasera abbiamo lasciato la chitarra in buone mani.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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