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Un Paese a Sei Corde

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Antonio Calogero

25/08/2018

Musica per colossi. Videomapping di Electric Land ad Arona

ANTONIO CALOGERO
Videomapping di Electric Land
Arona - 25 agosto 2018

Avere un Santo dalla propria parte è sempre utile. Specie se di un certo peso. Sicuramente lo hanno pensato anche gli organizzatori de UN PAESE A SEI CORDE questa sera quando la pioggia che incombeva su Arona ha anticipato di qualche ora il suo arrivo lasciando un cielo stellato a far da sfondo ad uno spettacolo davvero unico. Già, perché la bella cittadina di Arona, sul lago Maggiore, ha fatto il suo ingresso nel nostro festival con un evento che ha unito la bravura di un chitarrista di alto livello come Antonio Calogero, Italiano trapiantato negli Stati Uniti, con una performance visiva inedita di videomapping, con immagini proiettate sul colosso di San Carlo Borromeo che domina il lago e che ha ispirato la tecnica costruttiva della Statua della Libertà. Un doppio filo a legare Italia e America nel segno dell’arte. Nel parco ai piedi del San Carlone (come è affettuosamente chiamato da tutti), la magica atmosfera di decine di fiammelle accoglieva il numeroso pubblico accorso per l’occasione. E mentre nell’aria si diffondevano le note di Così Chiaro...Nel Buio dalle abili mani di Antonio Calogero, pian piano si veniva invasi da un gran senso si poesia. E se l’atteggiamento di Calogero appariva schivo e riservato, le sue composizioni si mostravano ricche di brio e fantasia melodica, sia che fossero suonate con le corde di nylon della sua classica, sia con quelle di metallo dell’acustica presa in prestito per questa serata (ah, le restrizioni delle compagnie aeree..). E chi ha assistito a questo concerto ha avuto anche il privilegio di ascoltare parecchi brani inediti, spesso ancora senza un titolo. Intanto, alle spalle di Antonio Calogero, la grande statua cominciava ad animarsi di luci misteriose. L’ardore de l’Attacco Saraceno ha concluso la prima parte del concerto consentendo al pubblico di spostarsi sulla scalinata ai piedi del San Carlone ad ammirare col naso all’insù la magia digitale della Electric Land di Omegna che ha animato il colosso vestendolo dei colori dei suoi abiti per poi aprirli e mostrare le scale al suo interno, fino ai suoi occhi, che, all’improvviso, hanno lanciato uno sguardo luminoso come fari nella notte a vegliare sul lago. Sul basamento si poteva leggere la sua storia, mentre le note di May or Mai, registrata da Calogero insieme a Paul McCandless, facevano da colonna sonoro alla proiezione. Pochi minuti di straordinaria suggestione che hanno molto colpito i presenti scatenando i loro commenti divertiti mentre tornavano a prendere posto per applaudire la seconda parte del concerto. E Antonio Calogero era là, pronto ad regalarci la sua musica elegante fatta di brani vecchi e nuovi. Il freddo umido che il temporale pomeridiano aveva lasciato in eredità alla serata sembrava non toccare le sue mani velocissime e precise, così come non scoraggiava il pubblico ammirato. Unexpected Summer, pareva quasi un titolo scelto apposta per questo strano clima. Belle melodie che si sono fatte apprezzare fino in fondo, fino alla suite di Danza Multietnica, con cui ha concluso il concerto, fino al bis con cui ci ha salutato. E intanto il colosso del San Carlone continuava a guardarci, vivo di luce e colori, da lassù.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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