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Un Paese a Sei Corde

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Antonio Nasone e Massimo Garritano

18/08/2018

Inaspettati incontri a Feriolo

ANTONIO NASONE - MASSIMO GARRITANO
Feriolo di Baveno - 18 agosto 2018

Eccoci per la terza volta a Baveno, stavolta sul sagrato della chiesa di San Carlo Borromeo, nella frazione di Feriolo, con la sua aria vacanziera che abbraccia in un colpo d’occhio la bellezza del lago Maggiore. Un doppio concerto che ha visto in scena due chitarristi, Antonio Nasone e Massimo Garritano, entrambi calabresi, che il caso ha voluto far incontrare proprio qui, per far nascere una nuova amicizia e forse, chissà, anche una collaborazione futura. Il primo ad esibirsi è stato Antonio Nasone, impeccabile nella sua camicia nera da concertista serio, che nascondeva una simpatia timida e contagiosa che ha presto conquistato il pubblico. La languida dolcezza dei suoi brani, sulle onde di un jazz delicato ed elegante, ha fatto godere il pubblico di momenti di grande rilassatezza. Persino i bambini che si rincorrevano vocianti sul lungolago hanno smesso di fare baccano. Così ecco dispiegarsi le pagine del suo intimo diario musicale, fatto di appunti di viaggio, come la deliziosa Direita e Esquerda, ricordi d’infanzia, momenti bui, come Dal Silenzio, così scuro da far male, o più allegri, come la melodia fresca e leggera di Volo di Rondine. Grandi applausi per questo musicista capace di aprirsi in grandi sorrisi ad ogni meritatissimo applauso, che ha deciso di concludere il suo set chiamando sul palco Massimo Garritano. Inutile cercare di spiegare certi giochi della sorte. Due chitarristi così diametralmente opposti da diventare subito un formidabile duo. Uno corde di nylon e l’altro di metallo, addirittura uno destro ed uno mancino, così da non coprirsi l’un l’altro. Due chitarristi così in sintonia da tirar fuori in poche ore un bel brano, dolce e raffinato che ha fatto da ponte fra i loro due mondi. Maglietta nera e collanina rossa, Massimo Garritano ci ha trasportato in sonorità completamente diverse, meno consuete e pacate di quelle appena ascoltate. Eppure, in quel mix lunare di jazz moderno e tapping, non era difficile scorgere l’eco della musica tradizionale della sua terra, come in Magara. Bisticciando un po’ col microfono, ha saputo far sorridere i presenti coi suoi racconti strampalati sulle storie dei suoi brani, come quella che ha fatto nascere Contro Vento, grazioso pezzo country nato assai poco poeticamente da una disputa con una compagnia telefonica. In prima fila era seduta la sorella di Massimo e proprio per lei ha scritto un brano ricco e straordinario che valeva tutto il concerto: Dancing Mary. Una lunga nota in loop e una cartina infilata sotto le corde hanno dato il via ad una musica evocativa, in cui il Bolero di Ravel si mescolava ad arie mediorientali, per trasfigurarsi in una melodia più occidentale in cui percussioni e ritmi dal sapore celtico. Un po’ di elettronica ed un fischietto e d’un tratto ci siam trovati tra gli uccelli in volo sulle brughiere del nord, mentre pian piano, la chitarra poggiata sul palco, tutti gli effetti venivano spenti. Grandi gli applausi del pubblico entusiasta e Massimo, commosso, ha chiamato sul palco il suo nuovo amico, Antonio Nasone, perchè una serata così andava chiusa in compagnia. E insieme ci hanno regalato un bis semplicente emozionante, con un loro splendido arrangiamento di Crêuza de mä. Per Genova e i suoi morti, nel giorno del lutto nazionale, senza altre parole, per ricominciare. Con un sorriso.


Patrizia & Mauro Gattoni


 





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