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Un Paese a Sei Corde

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Amenoblues e Un paese a sei corde master

08/07/2018

Blues acustico a Vacciago

THOMAS GUIDUCCI
PAUL LAMB & CHAD STRENZ
In collaborazione con Ameno Blues
Vacciago di Ameno - 8 luglio 2018

La vista dal sagrato della chiesa di S. Antonio Abate a Vacciago di Ameno vale senz’altro una gita in un limpido pomeriggio di una domenica d’estate. Sotto di noi il lago d’Orta si apre in tutta la sua bellezza ed è un incanto. Se poi al fresco del suo interno si può anche assistere ad uno straordinario concerto come quello offerto dalla collaborazione tra UN PAESE A SEI CORDE Master e AMENO BLUES, allora si può dire di aver trascorso un gran bel pomeriggio.
Due i set che hanno allietato il numeroso pubblico accorso, accomunati dall’anima blues, ma declinata in maniera diversissima.
Ad aprire lo spettacolo Thomas Guiducci, chitarra a tracolla, a cantare con la sua voce ruvida e calda malinconiche storie da cow boy padano. E quando le acque del Po si mescolano con quelle del Mississippi possono far nascere strane storie, come quelle raccontate qui oggi, che portano titoli come Waitin’ Around to Die, Ghost Town, Seasick Sailor. Storie un po’ tristi, ritmi tranquilli anche nei brani scelti dal repertorio dei suoi miti, tra cui non poteva mancare un gospel di Mississippi John Hurt, perfetto per questa sua prima volta all’interno di una chiesa.
Di tutt’altro genere la seconda parte del concerto. Sempre blues, certo, ma di quello che fa venir voglia di ballare, o, almeno, di cantare, visto che eravamo pur sempre in chiesa. A portarcelo dal Regno Unito Paul Lamb & Chad Strenz. Quando Paul Lamb ha suonato Summertime con la sua armonica a bocca, solo, davanti all’altare, l’emozione che si è diffusa in chiesa è stata incredibile. Persino i bambini hanno smesso di giocare e far voci in fondo alla navata. Fino all’esplosione degli applausi scroscianti. Poi è arrivato anche Chad Strenz ed è cominciata la festa. Di sicuro non più giovanissimi, ma due veri animali da palcoscenico, di quelli che sanno bene cosa vuol dire fare spettacolo. E se Strenz aveva l’aria semplice di chi con la sua chitarra sa bene come divertirsi, Paul Lamb ha portato in scena una buona dose di istrionismo rockabilly, coi suoi occhiali scuri e i capelli impomatati, mentre i piedi tenevano il tempo infilati negli stivaletti di rettile rosso. Ma tutto questo era niente in confronto alla sua straordinaria bravura con l’armonica. Grande forza, grande energia e tanta allegria. E tra il pubblico la curiosità di molti su come riuscisse a cantare e suonare contemporaneamente, mentre con una mano sembrava quasi voler benedire i presenti. Grandi gli applausi e grandi i sorrisi tra musicisti e platea, nonostante non tutti capissero l’Inglese delle presentazioni. Con quel pizzico di geniale follia tipica dei veri artisti, ci hanno fatto trascorrere un bellissimo pomeriggio, in cui anche i gospel avevano un ritmo potente e mistico. Ci hanno fatto ridere e cantare, ma anche emozionare e commuovere, come quando, staccata l’amplificazione, sono scesi a suonare in mezzo alla chiesa, fin sulla porta. Quasi un omaggio al lago e all’estate che splendeva là fuori.
Addirittura commossi gli organizzatori. E allora ancora un ultimo brano, un bis scatenato di voci, chitarra e armonica per questo appassionato pubblico entusiasta.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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