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Un Paese a Sei Corde

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Horacio Burgos & Carlos 'el tero' Buschini

15/09/2017

Musiche dell'altro mondo per altri mondi

HORACIO BURGOS e CARLOS “EL TERO” BUSCHINI
Verbania - 15 settembre 2017

E poi succede che UN PAESE A SEI CORDE riesca a far accadere anche i miracoli. Due musicisti, il chitarrista Horacio Burgos e il bassista Carlos Buschini, che nella loro Argentina sono sempre stati a un passo dall’incontrarsi senza riuscirci mai, hanno avuto finalmente la ventura di ritrovarsi al concerto che Burgos ha tenuto lo scorso anno per il nostro festival nella mistica atmosfera del santuario della Madonna del Sasso. Una piccola scintilla che ha fatto nascere un duetto improvvisato e, da lì, un sodalizio musicale che ha dato vita ad una serie di brani straordinari racchiusi subito in un CD. E UN PAESE A SEI CORDE, novello Cupido musicale, è stato orgoglioso di invitare questo magnifico duo a suonare a Villa Olimpia a Verbania, in collaborazione con la rassegna “Altri Mondi”in questa sera di metà settembre che parla già di autunno. Introdotti dalla presentazione di un’emozionatissima Lidia, i due ci hanno subito incantati con le loro note. Il sorriso di Carlos “el Tero” Buschini, abbracciato al suo straordinario basso acustico a sei corde, non ci ha mai abbandonato, mentre Horacio Burgos, lo sguardo profondo da sciamano, era diventato un tutt’uno con la sua chitarra. Una musica moderna ed evocativa che parla di terre lontane, ritmi sofisticati che richiamano corpi eleganti avvinghiati sulle piste di fumose milonghe. Niente parole all’inizio del concerto, come per non rovinare la suggestione romantica che subito si è creata nella sala. E il pubblico rapito applaudiva ogni pezzo, pieno di emozione, senza curarsi di saperne il titolo. Le note scorrevano delicate e sognanti tra le mani dei due musicisti che sorridendo mostravano la loro intesa perfetta e profonda. Solo quando la sala è stata ben intrisa di quelle magiche atmosfere, Buschini si è preso una piccola pausa per raccontare il loro incontro, lasciando poi a Burgos la scena per un pezzo di chitarra sola, dolcissimo e struggente, tutto dedicato a Lidia e Domenico. E quando Carlos è tornato, lo ha fatto suonando un bombo, grosso tamburo argentino che, col suo suono profondo ben si accompagnava alla chitarra di Burgos. Incantevole e festoso l’omaggio che i due hanno voluto fare al Perù, culla di tutte le musiche sudamericane grazie al miscuglio di culture che le varie migrazioni, di invasori e di schiavi, hanno portato in quelle terre. Un salto in Brasile con l’allegria di un choro di Pascoal, ed eccoli ritornare alle languide suggestioni delle melodie argentine. Un tango bellissimo, Tu, con le sue note romantiche, ci ha accompagnato verso la fine del concerto. Ma il pubblico, sempre attento e silenzioso, non avrebbe mai voluto che questa straordinaria serata finisse, e i nostri musicisti non si sono fatti troppo pregare per concederci il bis. Anzi, due, con la voglia di suonare ancora e, magari, di far ballare i presenti sul ritmo di una divertente milonga e di un gato, così moderno e tradizionale allo stesso tempo. Grandi gli applausi che hanno salutato la fine di questo prodigioso concerto, intimo ed elegante, che ci ha fatto incontrare una musica incantevole e che ha fatto sorridere molti cuori.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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