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Un Paese a Sei Corde

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Margherita Chiesa - Renata Arlotti

27/08/2017

Chitarra femminile Singolare: le stelle nascenti

MARGHERITA CHIESA - RENATA ARLOTTI
Chitarra Femminile Singolare
Baveno, fraz. Feriolo - 27 agosto 2017

Eccoci ad un altro appuntamento dedicato alle donne della chitarra classica, curato con grande attenzione dal M° Francesco Biraghi, che il pubblico de UN PAESE A SEI CORDE non finirà mai di ringraziare, sia per la bravura delle musiciste che ci permesso di applaudire, sia per la sintetica e meticolosa illustrazione della musica eseguita in ogni concerto. Piccoli flash che con leggerezza aprono squarci di luce anche sui repertori e gli autori più originali e meno conosciuti. Anche questa sera, nella bella chiesa di San Carlo Borromeo, deliziosamente affacciata sulle acque del lago Maggiore, ci ha portato due chitarriste giovanissime e di grande talento: Margherita Chiesa e Renata Arlotti.
Ad aprire il concerto, dopo l’esaustiva introduzione di Biraghi, è stata Margherita Chiesa con una bellissima e complessa Suite di Sylvius Lopold Weiss, scritta in origine per liuto barocco e trascritta per chitarra da Paolo Chierici, maestro di Margherita al Conservatorio di Milano. Elegantissima nella sua tuta jumpsuit nera su cui spiccava il suo sorriso dolcissimo, che non l’ha mai abbandonata per tutta l’esecuzione, tradendo appena la grande emozione. Le mani, dalle lunghe dita delicate, correvano sulla chitarra delicate e precise e il pubblico ha atteso con silenziosa attenzione il termine di tutti i movimenti per premiare con un grande applauso entusiasta la sua intensa esecuzione.
Renata Arlotti dava l’impressione di non essere molto più grande di Margherita, ma i suoi meravigliosi occhi chiari incorniciati da una coda di ricci neri mostravano la sicurezza della concertista di successo. E il programma annunciato da Biraghi per la sua esibizione ci ha fatto subito intuire che ci trovavamo di fronte ad una musicista dai gusti sofisticati, pronta a stupirci con un repertorio non comune, attraverso il quale ci ha permesso di ascoltare autori sconosciuti a molti di noi. Ecco allora il polacco Tansman, insieme al Capriccio Diabolico di Castelnuovo Tedesco, reso famoso da Segovia, e il giapponese Takemitsu, di cui Renata ci ha proposto Equinox, intenso e misterioso. Come intenso e conturbante era anche lo sguardo della chitarrista sarda, che solo gli applausi scroscianti del pubblico attento e silenzioso che gremiva la chiesa riuscivano a far sciogliere in un sorriso. Sorprendente, poi, la dolce melodia di Colloquio con Andrés Segovia del vercellese Angelo Gilardino, prima della romantica Suite Valenciana di Vicente Asencio. Irrinunciabile il bis che la platea chiedeva col suo battimani scrosciante e Renata ha voluto regalarci un ultimo brano, un Preludio di Bach dai toni più leggiadri. Grandi applausi per Renata Arlotti e Margherita Chiesa, richiamata in scena per godersi il saluto del pubblico. E ancora grazie a Francesco Biraghi che riesce ogni volta a mostrarci un lato nuovo della chitarra classica, per sorprendere sempre la vasta platea de UN PAESE A SEI CORDE, fatta ormai di veri e amorevoli intenditori.

Patrizia & Mauro Gattoni


 





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