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Un Paese a Sei Corde

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Roberto ed Eduardo Taufic

15/07/2017

La nuova magia del duo Taufic

ROBERTO ed EDUARDO TAUFIC
Stresa - 15 luglio 2017

Per fortuna esiste la musica e, quando a suonare a UN PAESE A 6 CORDE arrivano i fratelli Taufic, ci si dimentica di tutto, anche di certe brutture che rischiano di avvelenarci l’anima. Certo non sembrava proprio di essere a Stresa questa sera. Niente Villa Ducale, con la sua scenografica bellezza a far da sfondo ai musicisti. Niente lago e niente turisti arrivati qui attratti dalla suono della musica per questa tappa del festival. Non per colpa del tempo, ma dell’incapacità o impossibilità del Sindaco di questa meravigliosa cittadina di trovare una location degna per ricollocare alcuni eventi previsti per l’estate, in modo da ottemperare alla repentina circolare ministeriale sulla sicurezza. Colpa dei tristi fatti di Torino, dicono. E ogni Comune, preso alla sprovvista, in fretta e furia, fa quel che può. Così han fatto montare un brutto palco - perfettamente a norma - nel triste cortile sul retro della Palazzina Liberty, schiacciato tra i condomini e il retro del Palazzo dei Congressi, tra auto di servizio parcheggiate e transenne. Solo gli spettatori più determinati e fedeli sono riusciti ad arrivare in questo luogo nascosto e dimesso, come in una caccia al tesoro. Ma non appena Roberto ed Eduardo Taufic hanno cominciato a suonare, l’atmosfera si è magicamente trasformata, lasciandoci solo il cielo stellato e le melodie di un concerto di alta classe. Persino le rondini hanno deciso di fermarsi qui ed incrociare i loro voli tra le note di questa musica meravigliosa. Eduardo, arrivato dal Brasile solo la sera prima, lasciava che le sue mani corressero fluide sui tasti del pianoforte elettronico, mentre Roberto, felice come non mai, si divertiva a giocare con le corde - e non solo - della sua chitarra, tirando fuori il meglio della sua grande tecnica. A lui il compito di presentare i brani che i due fratelli hanno scritto negli anni, con tutte le loro piccole storie, senza far mancare qualche devoto omaggio ai grandi musicisti brasiliani più amati. Musica raffinata suonata col sorriso. Ritmi esotici che facevano assaporare atmosfere lontane. Ritmi languidi e struggenti da cui traspariva la gioia di suonare insieme, e che faceva dimenticare al pubblico sognante l’insistente invasione delle zanzare. In cielo le rondini sono rimaste curiose e affascinate e hanno intessuto magici duetti, col loro garrire armonioso, insieme ad Eduardo e Roberto, increduli come nel mezzo di una fiaba. Grandi gli applausi che hanno premiato questi straordinari musicisti e che non potevano certo lasciarli andare senza un bis. E allora, per tutti noi, un classico che non aveva bisogno di presentazioni: Samba de Uma Nota Só, per continuare a far danzare le rondini.

Patrizia & Mauro Gattoni

 





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