Facebook  Youtube 

Un Paese a Sei Corde

c/o La Finestra sul Lago Associazione Culturale

lafinestrasullago(at)libero.it

Tel. +39 0322 96333


Kent Duchaine

09/07/2017

La vera storia del blues

KENT DUCHAINE
Vacciago di Ameno - 9 luglio 2017
In collaborazione con Ameno Blues

Non fosse per lo sfondo incontrovertibilmente sacro degli affreschi della chiesa di S. Antonio Abate di Vacciago di Ameno, nascosta su su, sopra le sponde del lago d’Orta sul quale si affaccia, sembrerebbe proprio di stare nel profondo sud degli Stati Uniti, là dove il Mississippi scorre lento.
Davanti all’altare abbiamo incontrato Kent Duchaine che, con la sua vecchia chitarra resofonica, ci ha fatto fare un salto nel blues delle origini, quello che affonda le radici nel delta blues. Fuori l’afa uggiosa di una domenica pomeriggio dal clima indeciso, dentro la vigorosa allegria contagiosa di questo cantante e chitarrista americano che nella sua lunga carriera ha conosciuto i più bei nomi del blues. I lunghi capelli bianchi sciolti sulla t-shirt nera lasciavano indovinare l’età di questo artista, ma, abbracciato alla sua adorata “Leadbessie” del 1934 che da quarant’anni condivide con lui il palcoscenico, sembrava un ragazzino innamorato della vita che niente e nessuno riuscirà mai a far smettere di sorridere. L’inizio scoppiettante lo ha fatto amare fin da subito dal pubblico galvanizzato dalla sua prorompente simpatia. Raccontando con le parole e, soprattutto, con la musica, la sua vita, le sue quattro ex mogli, gli incontri che l’hanno segnata facendo nascere nuove amicizie e nuove canzoni, è riuscito a farci passare un pomeriggio diverso dal solito. Anche se parla solo Inglese, non è stato difficile seguire i suoi passi che hanno incrociato la strada di Bukka Withe, B. B. King, Muddy Waters, Jonny Shine sulla via tracciata da Robert Johnson. Storie incredibili. E lui, sempre fedele al blues delle origini, si è concesso poche digressioni nella musica di altri, come Fever, nella sua versione ruvida e graffiante, o in altri genere musicali, come Friend o Mine, dedicata al fratello. Armato di finger picks e di un autentico collo di bottiglia per l’effetto “bottleneck”, oltre che di un provvidenziale ventilatore, ci ha fatto ridere e battere le mani, abbaiare e, addirittura, ululare con pezzi divertenti e scatenati, ma anche commuovere per i suoi occhi lucidi nel ricordare, sempre con le sue canzoni, amici che non ci sono più. Felice di suonare per un pubblico di veri appassionati del blues, ha davvero dato il massimo con la sua adorata Leadbessie, un po’ rattoppata con nastro adesivo e saldature varie, ma sempre fedele compagna di musica.

E così, nell’entusiasmo, Kent Duchaine ha persino invitato tutti ad andarlo a trovare a casa sua, tra Georgia e Alabama, per pescare con lui, come fanno i veri bluesmen, bersi insieme qualcosa di forte e poi cantare, suonare e cantare. Come ha fatto lui, qui a Vacciago, fino alla fine di questo straordinario concerto.

Standing ovation. Yeah Yeah, Yeah Yeah!


Patrizia & Mauro Gattoni

 

 





Un Paese a Sei Corde
P. Iva 01846330031